Come impostare la didattica laboratoriale in Mad for Science
Ogni edizione di Mad for Science, il concorso nazionale promosso da Fondazione Diasorin ETS, nasce da una scommessa semplice: il modo migliore per far amare le Scienze della Vita a studentesse e studenti è farli lavorare come veri ricercatori. Non simulare la ricerca, ma praticarla, con tutto ciò che questo comporta: dubbi, tentativi, banche dati da consultare, esperimenti che a volte non funzionano al primo colpo. Il tema di questa edizione, «Risorse naturali e salute. Come la ricerca biotecnologica ci aiuta a salvaguardare persone e ambiente», offre un terreno ampio e concreto: dalle risorse biologiche a quelle energetiche e ambientali, la biotecnologia si presta a molte declinazioni sperimentabili anche con la strumentazione scolastica.
1. L’ideazione del progetto: dalla curiosità alla domanda di ricerca
Il momento più delicato di un progetto scientifico non è la fase sperimentale, ma quella che la precede: la scelta dell’argomento da indagare e, soprattutto, la sua trasformazione in una domanda di ricerca precisa. È qui che si gioca spesso il destino di un progetto: un tema troppo vasto (“le biotecnologie per l’ambiente”) produce ricerche dispersive; una domanda ben posta (“la concentrazione di un dato inquinante nel terreno modifica la velocità di germinazione di un legume in presenza di un consorzio microbico specifico?”) apre invece la strada a un esperimento controllabile, con variabili chiare e risultati interpretabili.
Approfondisci la lettura, mettiti alla prova e diventa protagonista della scienza!




